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Il Laboratorio di Pedagogia sperimentale è un ambiente organizzato al fine
dello sviluppo di progetti in campo educativo e di una più razionale
conduzione delle procedure analitiche collegate allo studio di fenomeni
che nella loro parte più rilevante (quella cioè in cui le variabili
indipendenti tendono a modificare un contesto secondo determinate ipotesi)
avvengono all'esterno, ossia in ambienti, per così dire, naturali. Il
Laboratorio è articolato in sezioni, ciascuna delle quali corrisponde a
specifiche ipotesi di lavoro sperimentale. Tra le sezioni si realizza
un’opportuna condivisione delle dotazioni tecniche di base (per esempio,
di quelle volte all’archiviazione e all’elaborazione dei dati), anche se a
ciascuna di esse corrisponde un’accumulazione specifica di risorse,
coerente con le ipotesi sulle quali il lavoro viene condotto.
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I cambiamenti intervenuti nell’organizzazione degli studi e delle attività
in campo universitario hanno posto l’esigenza di costituire una struttura
specificamente rivolta allo sviluppo della ricerca sperimentale.
Nell'Università di Roma Tre, come nella maggior parte delle altre sedi,
l'inserimento a statuto della Pedagogia sperimentale e l'effettiva
attivazione dell'insegnamento hanno fatto seguito all’istituzione nel1992
del Corso di laurea in Scienze dell’Educazione. Altri insegnamenti
sperimentali si sono aggiunti negli anni successivi, ed è cresciuto
l’impegno didattico, sia per l’avvio di nuovi corsi (come la laurea in
Scienze della Formazione primaria), si in seguito alla riforma dei
curricoli universitari, che ora prevedono una laurea di base triennale ed
una successiva laurea specialistica biennale. Se in un primo momento la
presenza di una cattedra specifica corrisponde essenzialmente al
riconoscimento di esigenze didattiche, immediatamente dopo va posto il
problema dell'organizzazione della ricerca nel settore sperimentale. Si
tratta, infatti, di qualificare la collocazione della disciplina nel
contesto accademico sulla base delle sue specifiche caratteristiche. Si
tratta, in altre parole, di onorare l'attribuzione sperimentale della
disciplina, avviando iniziative che consentano di associare
all’enunciazione di ipotesi, al necessario approfondimento teorico e alla
progettazione rigorose verifiche empiriche. Nella tradizione delle
discipline sperimentali, l'ambiente entro il quale si realizzano le
condizioni migliori per "tentare la natura" è costituito dal laboratorio.
È evidente tuttavia che ciascuna disciplina sperimentale presenta esigenze
di ricerca che richiedono una diversa definizione di tale ambiente. In
particolare, va operata una distinzione fra le discipline che all'interno
del laboratorio determinano il fenomeno ed insieme le condizioni
preferibili per analizzarlo e le discipline per le quali il laboratorio ha
essenzialmente il significato di ambiente organizzato al fine dello
sviluppo dei progetti e della più razionale conduzione delle procedure
analitiche collegate allo studio di fenomeni che nella loro parte più
rilevante (quella cioè in cui le variabili indipendenti tendono a
modificare un contesto secondo determinate ipotesi) avvengono all'esterno,
ossia in ambienti, per così dire, naturali. Nel caso della pedagogia
sperimentale, in linea di massima, il laboratorio va inteso in questa
seconda accezione: esso tende a razionalizzare e a conferire organicità
all'attività di ricerca, nelle varie fasi attraverso le quali essa si
articola. Il Laboratorio di Pedagogia sperimentale, istituito presso il
Dipartimento di Scienze dell'Educazione, ha dunque lo scopo di favorire lo
sviluppo della ricerca nel settore accumulando e organizzando le risorse
occorrenti per le singole iniziative. Si è ritenuto tuttavia opportuno
ipotizzare la struttura del laboratorio non come semplice ambiente di
aggregazione di risorse, ma in vista di specifiche linee di ricerca. Il
Laboratorio è pertanto articolato in sezioni, ciascuna delle quali
corrisponde a specifiche ipotesi di lavoro sperimentale. Tra le sezioni si
realizza un’opportuna condivisione delle dotazioni tecniche di base (per
esempio, di quelle volte all’archiviazione e all’elaborazione dei dati),
anche se a ciascuna di esse corrisponde un’accumulazione specifica di
risorse, coerente con le ipotesi sulle quali il lavoro viene condotto.
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