|
|
 |
Costruire ed usare
Ipertesti
|
|
Douglas
Engelbart |
|
Ipotesi di ipertesto realizzato dalla classe I F della Scuola media di
Tragliata, plesso dell’I.C. di via Orrea di Cesano (Roma)
Dando uno sguardo di insieme ai vari ipertesti che ho trovato visitando i
laboratori di PuntoEdu mi sono resa conto di quanto l’uso di questo genere
di materiale possa essere utile nella didattica.
Personalmente ho trovato molto interessante quello intitolato “Oltre
l’olocausto”, realizzato dagli studenti dell’I.T.C. Calvi di Padova in
quanto frutto, oltre che di un lavoro di ricerca nella storia, anche di un
viaggio effettuato dai ragazzi in Germania, nei lager. Questo lavoro
assume quindi anche il valore di reportage. Anche l’ipertesto “Per non
dimenticare” è molto interessante perché i ragazzi, per realizzarlo, si
sono avvalsi anche della memoria storica dei loro nonni e/o familiari.
Questo, a mio avviso, ha una grossa valenza didattica perché l’intervista
fatta a qualcuno che ha direttamente vissuto dei fatti storici e che è
qualche generazione indietro rispetto al ragazzo, lo aiuta a meglio
comprendere il concetto di storia, come un continuo di concause. Spesso il
ragazzo tende infatti a concepire la storia come un qualcosa che non lo
riguarda affatto, come una cosa che, essendo ormai accaduta, non ha più
alcuna rilevanza e nessun legame con lui.
Dalla lettura dei vari ipertesti presentati nel laboratorio, è nata l’idea
di realizzarne uno anche nella mia classe; naturalmente sarà un ipertesto
in linea con le capacità del gruppo classe con il quale andrò ad operare e
che di seguito presenterò.
Presentazione della realtà in cui si andrà ad
operare e del titolo del progetto
La IF della S.M. di
Tragliata ha lavorato, nell’ambito della Settimana scientifica (22-28
marzo 2002), al progetto ATLAS. Il tema di quest’anno è stato “L’acqua in
tutti i suoi aspetti”.
Il lavoro della classe è stato coordinato dalle professoresse Baconcini e
Borsella, rispettivamente docenti di matematica e scienze e di lettere.
La classe, obiettivamente ad un livello medio-basso, è formata da soli
nove alunni con gravi problemi di scolarizzazione. Anche le forme di
socializzazione appaiono spesso esasperate e lavorare sul progetto è stato
inizialmente abbastanza difficoltoso in quanto i ragazzi non hanno
mostrato entusiasmo, motivazione e soprattutto capacità di lavorare in
gruppo.
Benché le premesse fossero poco incoraggianti, con l’aiuto di sussidi
didattici di varia tipologia e dopo un copioso lavoro teorico e
discussioni di gruppo sono stati preparati vari cartelloni ed è stata
allestita una mostra all’interno dell’Istituto. Gli argomenti trattati
sono stati:
- l’acquisizione della consapevolezza dell’importanza dell’acqua nella
vita dell’uomo;
- la conoscenza dell’elemento acqua in tutti i suoi aspetti: fisici,
chimici e merceologici (a questo proposito si sono confrontate ad esempio
le etichette di numerose marche di acqua minerale soffermandosi sulla
composizione e sulle caratteristiche);
- riflettere sull’esauribilità dell’acqua nella sua qualità di elemento
indispensabile alla vita ed individuare accorgimenti, da quelli più banali
(uso razionale dell’acqua nella vita domestica) a quelli più rilevanti
(razionalizzazione rete idrica, riciclo, ricerca di nuove disponibilità
anche al di fuori del nostro pianeta);
- l’acqua nella storia: come e perché le prime civiltà della storia
sorsero sui fiumi; perché l’industrializzazione prese vita vicino ai corsi
d’acqua;
- la Carta Europea dell’acqua.
Particolare attenzione è
stata rivolta a quest’ultimo argomento. Infatti ogni ragazzo ha adottato
uno o più articoli e li ha approfonditi e illustrati, in proporzione alle
proprie capacità, con l’aiuto delle insegnanti e grazie anche agli
incontri avuti con due tecnici della A.S.L.
E’ importante rilevare che a fine lavoro la classe è apparsa più motivata
e gratificata, soprattutto quando è stata allestita la mostra dei lavori
realizzati, in quanto, tra l’altro, ciò ha consentito ai ragazzi di
ottenere un riconoscimento anche all’esterno dell’istituto.
L’entusiasmo seguito alla realizzazione di questo primo lavoro di gruppo e
soprattutto la consapevolezza che i ragazzi lavorano meglio e di più
quando possono scegliere il materiale da usare mi ha fatto tornare in
mente la tesi che Ted Nelson espose in favore di quello che sarà poi da
lui definito Ipertesto e mi ha suggerito l’idea di realizzare nel
laboratorio della scuola un ipertesto sull’argomento acqua. Una volta
realizzato, questo ipertesto potrà essere immesso nella rete Internet,
considerato che è di questi giorni la creazione del sito web dell’I.C. di
Via Orrea.
Brevi cenni storici
sull’Ipertesto
Se Ted Nelson è il più
grande teorico dell’ipertesto e inventore del termine, tanto che il suo
scritto più famoso “Literary Machines” è considerato il vero e proprio
manifesto dell’ipertestualità, la prima formulazione del concetto di
Ipertesto è rintracciabile in un articolo del tecnologo americano Vannever
Bush “As we may think” apparso nel 1945, in cui però il termine non appare
mai.
In questo articolo Bush presentava il progetto MEMEX (Memory Extender),
consistente in una macchina destinata a simulare i comportamenti cognitivi
del nostro cervello. Questa macchina, purtroppo, non fu mai costruita.
Tornando a Ted Nelson è
importante soffermarsi sull’apporto dato al campo educativo istituzionale
anche se solo in chiave di profezia. E’ infatti illuminante, ormai siamo
nel 1981, quanto lo studioso scrive in un articolo dal titolo “No more
teacher’s dirty looks”:
“Lasciate che lo studente
scelga ciò che desidera studiare, che decida quando sottoporsi a un test e
dategli una grande varietà di materiali interessanti, di eventi, di
opportunità […]. In queste condizioni gli studenti saranno praticamente
interessati e motivati a raggiungere molto di più di quanto
raggiungerebbero al’interno della normale cornice dell’istruzione”.
A proposito dell’uso del
computer con fini didattici, Ted Nelson nella sua opera "Computer Lib/Dream
Machines", critica la vecchia metodologia d’uso del computer dove
quest’ultimo è solo un tramite tra l’alunno e la materia e cioè un
qualcosa che sostituisce in qualche modo il ruolo del docente.
Secondo Nelson le sequenze
istruzionali non sono affatto necessarie se gli studenti vengono motivati
e se i materiali offerti sono chiari e vengono messi a loro disposizione e
soprattutto se questi possono vedere quanto già sanno e quanto possono
ancora imparare.
L’idea di C.A.I. (Computer
Assisted Instruction) e cioè la vecchia metodologia d’uso del computer è
quindi sostituita da quella di ipertesto e ipermedia, che viene a sua
volta arricchita dal concetto di Stretchtext, che è un testo estendibile o
contraibile a scelta dell’utente, da quello di ipergramma o disegno, le
cui parti si possono animare quando vengono scelte, da quello di ipermappa
e di dissezioni sullo schermo, concetti tutti a servizio di una didattica
più vicina agli utenti e soprattutto che rende questi ultimi gestori del
proprio apprendimento.
Per comprendere l’ipertesto
occorre tener presenti alcuni concetti. Nella cultura occidentale,
a partire dall’invenzione alfabetica e in particolare da quella della
stampa, l’organizzazione dell’informazione in un messaggio e la
corrispondente fruizione della stessa, è profondamente radicata su un
modello lineare-sequenziale, su cui si può sovrapporre al massimo una
strutturazione gerarchica. Il libro è una sequenza lineare di occorrenze
scritte, al massimo organizzato come una sequenza di capitoli che poi sono
organizzati in paragrafi e così via. La fruizione del testo avviene
pertanto in modo lineare, dalla prima all’ultima pagina, a parte alcune
possibili deviazioni come ad esempio le note.
L’ipertesto con la sua
struttura dell’informazione di tipo reticolare, costituito cioè da una
serie di blocchi informativi, i nodi della rete, e da un insieme di
collegamenti, detti link, che da un blocco permettono di passare ad un
altro, riproduce quelli che sono i meccanismi della nostra mente che
spesso lavoro per associazione. Se le informazioni,
collegate insieme nella rete, non sono solo documenti testuali, ma unità
di informazione veicolate da media differenti (testi, immagini, suoni,
video, etc.), l’ipertesto diventa multimediale e viene definito Ipermedia.
Progetto
La scuola è dotata di un
modesto laboratorio multimediale, più precisamente da due personal
computer, una televisione ed un videoregistratore. Gli alunni, già
dall’inizio dell’anno scolastico, hanno risposto positivamente all’uso di
materiale multimediale proposto dalla sottoscritta durante le lezioni di
storia e geografia (Enciclopedia Rizzoli-La Rousse su Cd-Rom). Si è anzi
notato che il computer ha rappresentato l’unico vero momento di
aggregazione del gruppo classe. Considerato, come ho detto
sopra, che è di questi giorni la realizzazione del sito Internet dell’I.C.
di via Orrea, di cui la scuola media di Tragliata è plesso, ho avuto
l’idea di creare un ipertesto da mettere in rete e avente per argomento
“L’acqua in tutti i suoi aspetti”, idea che è stata accolta con entusiasmo
dai ragazzi.
Obiettivi
Gli alunni sono abituati ad
usare il computer a casa per il gioco, di conseguenza l’esperienza
multimediale a scuola si avvicina al loro vissuto ed è quindi da loro
considerata in maniera del tutto diversa dalla lezione tradizionale.
Lavorare con il personal
computer alla creazione di un ipertesto attiva inoltre nei ragazzi dei
meccanismi che difficilmente emergono durante la lezione frontale. Tra
questi la possibilità di scelta nel presentare le informazioni (scelta
consentita dalla rete e che consente agli alunni di fare esperienza con
l’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche), quella di creare
collegamenti, di esprimersi tramite la grafica, di imparare ad usare un
linguaggio tecnico, di autocorreggersi, di esprimere giudizi critici, etc.
Il tema “L’acqua in tutti i
suoi aspetti” si presta ad una rappresentazione ipertestuale e coinvolge
varie discipline, rispondendo quindi anche al criterio di
interdisciplinarietà.
Materiale occorrente per la realizzazione
dell’ipertesto
1. Un modello cartaceo;
2. Documenti di testo in
formato elettronico (Microsoft word);
3. Fotografie realizzate
dai ragazzi con fotocamera digitale;
4. Illustrazioni sul tema
prodotte dagli alunni;
5. Alcune icone, animate e
non, in formato .jpg e .gif da reperirsi su internet o su Cd-Rom di
pubblico dominio;
6. File sonori in formato
.wav.
Risorse hardware e software per realizzare
l’ipertesto
1. Un personal computer
multimediale;
2. Una stampante grafica a
colori;
3. Uno scanner;
4. Una fotocamera digitale;
5. Un programma di
elaborazione testi: Word per Windows;;
6. Un programma di
elaborazione grafica: Paint Shop;
7. Un programma per
realizzare l’ipertesto: Microsoft Front Page.
Realizzazione del modello cartaceo
Si parte dalla
realizzazione della struttura dell’ipertesto e più precisamente
dall’indice che sarà collocato sulla pagina base (Home Page) contenente i
collegamenti alle varie sezioni.
In particolare la pagina
base conterrà, oltre l’indice, il nome e l’indirizzo della scuola nonché
il titolo del progetto con una immagine significativa riguardante
l’argomento trattato.
Pagine ipertestuali da produrre
- Presentazione della
scuola: informazioni sulla scuola, foto dell’edificio scolastico e foto
dei ragazzi che partecipano al lavoro, note storiche sul borgo di
Tragliata corredate da foto ed effetti sonori;
- Presentazione del
progetto con collegamento alle seguenti pagine:
La carta europea
dell’acqua;
Mi presento: sono l’acqua;
Non c’è vita senza acqua;
L’acqua è un bene di tutti;
La risorsa acqua;
Qualità dell’acqua;
L’acqua non ha frontiere;
La gestione del patrimonio
acqua;
Fenomeni fisici e chimici
legati all’acqua;
Miti, poesie e proverbi legati all’acqua,
Prove strutturate con
quesiti a scelta multipla utilizzabili da docenti fruitori dell’ipertesto
per monitorare l’apprendimento da parte dei propri alunni.
Ognuna di queste pagine
conterrà, oltre al testo e alle illustrazioni realizzate dai ragazzi,
immagini tratte da riviste specializzate, effetti sonori…
Terminato il lavoro di
progettazione, si passerà alla fase esecutiva. La classe sarà divisa in
gruppi che si occuperanno del reperimento del materiale occorrente, della
realizzazione dei documenti di testo in formato elettronico sulla base del
cartaceo prodotto in classe, della scannerizzazione delle immagini
cartacee... Si passerà infine alla produzione dell’ipertesto mediante le
risorse hardware e software sopra elencate. Il lavoro potrebbe essere
realizzato durante la compresenza con scienze e richiederebbe, a mio
avviso, un tempo di realizzazione di circa tre mesi.
E’ chiaro che, trovandoci
in chiusura di anno scolastico, a parte il lavoro di reperimento immagini,
le fasi successive e cioè la creazione vera e propria dell’ipertesto,
saranno rinviate al prossimo settembre.
prof.ssa Claudia Borsella
|
|